venerdì 23 gennaio 2026

Per Trump ci vorrebbe...

 un Prefetto Bocchini.

Il Reichssicherheitshauptamt Heinrich Himmler era così tanto fissato con la “germanicità” che a volte lo stesso Adolf Hitler, il quale era invece fissato con la “romanità”, doveva ricordargli che quando i Germani vivevano in capanne di fango, a Roma già esistevano i riscaldamenti centralizzati. (Albert Speer, Memorie del Terzo Reich).

Per cui il Reichssicherheitshauptamt Himmler trascorreva da diversi anni le vacanze estive nel caldo torrido dell’Italia del sud, affannandosi a cercare nel Busento la tomba di Alarico, re dei Visigoti, senza mai, ovviamente, trovare nulla.

Impietosito per tanto affannarsi il Prefetto Arturo Bocchini (San Giorgio la Montagna, 12 febbraio 1880 – Roma, 20 novembre 1940), Capo della Polizia, chiamò il Direttore del Museo Archeologico.
“Né, Prufessò” gli disse Bocchini “ che tenimm’ chessò, qualche spada, qualche elmo, qualcosa accussì, che così facimm’ stu Himmlér fesso e contento, che così ce lo leviamo pure dalle scatole?”
“Certamente Eccellenza, ne abbiamo casse piene....”
“Allora scavate n’a buca dint’o Busento e mettetecele dentro assieme a qualche osso di cavallo, qualche cranio.....Ahh, sapete come sono questi Tedeschi, anche qualche oggettino d’oro...”

E fu così che Heinrich Himmler “scoprì” nel Busento la tomba di Alarico.

Il Reichssicherheitshauptamt fu così contento della “scoperta” da partecipare nell’autunno del 1940 ai funerali del Prefetto e, sino a quando i nazisti occuparono l’Italia, nell’anniversario della morte fece depositare da due SS in alta uniforme una enorme corona d’alloro sulla sua tomba .

Quello che ci manca oggi per trattare con Trump è qualche politico che abbia l’intelligenza del Prefetto Bocchini.

Gerarchi fascisti e nazisti presenti ai funerali di Arturo Bocchini, tenutisi a Roma il 21 novembre 1940. Si riconoscono, da sinistra a destra: Karl Wolff, Reinhard Heydrich, Adelchi Serena, Heinrich Himmler, Emilio De Bono, Rodolfo Graziani, Hans Georg von Mackensen.

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