mercoledì 4 febbraio 2026

Un Governo di Generali?

 

Il mio carissimo Amico Franceso P., nato il 26 dicembre 1926 e quindi molto più grande di me, nel 1942, ritenuto idoneo psicologicamente e fisicamente, venne ammesso al Collegio Aeronautico che allora si trovava a Forlì. Nell’estate del ’43 aveva appena inziziato a fare i primi voli con gli alianti, come allora si usava per gli allievi piloti, quando scoppò la bomba dell’Armistizio.
Che fare? Di rientrare a casa sua ovviamente neppure se ne parlava, qualsiasi comunicazione era inerrotta.

“Eravano tutti imbevuti di un certo tipo di retorica...” ebbe a dirmi una volta per cui, come molti altri, scelse di aderire alla R.S.I. e si arruolò nell G.N.R., dove fece tutto il resto del conflitto, avendo come suo commilitone l’on Pino Rauti, anche lui nato nel 1926 e quindi della stessa classe di Leva.

L’esperienza bellica , della quale mi raccontò solo pochissimi episodi e solo per sommi capi, fu terribile.

“Facemmo una marcia ininterrotta di quasi settandadue ore sotto una pioggia fittissima” ebbe a dirmi una volta ”e alla fine ci venne dato l’ordine di fermarci sulla sponda di un torrente. Ero così stremato che nonn ebbi neppure la forza per sdraiarmi: mi sedetti e mi addormentai di colpo abbracciato al mitra. Mi svegliai di soprassalto solo quando l’acqua del torrente, che si era gonfiato per la pioggia, iniziò a lambirmi il naso.”

A guerra finita riuscì a tornare a casa in maniera fortunosa ma, dopo pochi mesi, ebbe seri malesseri e la diagnosi medica fu devastante: “spondilartrite anchilopoietica”, malattia della quale a tutt’oggi non esiste una cura definitiva, forse scatenata dagli sforzi fatti.
Nella enorme sfortuna capitatagli, ebbe perlomeno il piccolo vantaggio di essere nato in una famiglia benestante per cui, nonostante dovesse vivere la sua esistenza tra un letto e una poltrona, non gli mancarono i mezzi per vivere.

Trascorreva la sua esistenza acquistando libri, giornali e riviste su argomenti di storia e politica, che spesso mi passava e su cui, bontà sua, discutevamo.

Ad esempio possedeva, sin dal primo numero e sinché uscì, tutti i numeri di “O.P. Osservatore politico”, la rivista di Mino Pecorelli. “Leggi..” mi diceva “...questo non è linguaggio giornalistico, questo è il linguaggio dei “Servizi”: evidentemente qualcuino lì dentro ha l’interesse che certe cose saltino fuori...”

Ma che c’entra tutto questo con il “Governo dei Generali”?

Nei primissimi anni '70 stavamo parlando del c.d. “Golpe Borghese”. Si mise a ridere e mi disse testualmente, con una delle sue divertendti “boutades”:

“…figurati se uno con la mia storia si spaventa per un “Governo di Generali”. Quello che mi terrorizza veramente, per quello che ho avuto modo di vedere nella mia vita, è un “Governo di Generali italiani.”

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, con Generali che formano partiti politici come se fossere A,S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche) mo trovo totalmente d’accordo con lui.

Nessun commento:

Posta un commento