martedì 21 luglio 2026

Il "Governo dei Generali"

Il mio carissimo Amico Franceso P., nato il 26 dicembre 1926 e quindi molto più grande di me e che io conobbi nel 1971, quando io avevo ventun anni, nel 1942, ritenuto idoneo psicologicamente e fisicamente, venne ammesso al Collegio Aeronautico che allora si trovava a Forlì. Nell’estate del ’43 aveva appena inziziato a fare i primi voli con gli alianti, come allora si usava per gli allievi piloti, quando scoppiò la boma dell’Armistizio.

Che fare? Di rientrare a casa sua ovviamente neppure se ne parlava, qualsiasi comunicazione era inerrotta.

 “Eravano tutti imbevuti di un certo tipo di retorica fascista...” ebbe a dirmi una volta per cui, come molti altri, scelse di aderire alla R.S.I. e si arruolò nell G.N.R., dove fece tutto il resto del conflitto, avendo come suo commilitone l’on Pino Rauti, anche lui nato nel 1926 e quindi della stessa classe di Leva.

L’esperienza bellica , della quale mi raccontò solo pochissimi episodi e solo per sommi capi, fu terribile.

“Facemmo una marcia ininterrotta di quasi settandadue ore sotto una pioggia fittissima” ebbe a dirmi una volta ”e alla fine ci venne dato l’ordine di fermarci sulla sponda di un torrente. Ero così stremato che nonn ebbi neppure la forza per sdraiarmi: mi sedetti e mi addormentai di colpo abbracciato al mitra. Mi svegliai di soprassalto solo quando l’acqua del torrente, che si era gonfiato per la pioggia, iniziò a lambirmi il naso.”

I rapporti con i c.d. “camerati” germanici erano pessimi.
“Mi venne ordinato di raggiungere una postazione lontana diversi km” mi racconto “ero solo e, benché fossi armato sino ai denti con mitra, pistola e pugnale, la situazione era oltremodo pericolosa.
Vidi un camion tedesco che procedeva nella mia direzione, gli feci un cenno e accennò a fermarsi.

Il camion non si fermò neppure del tutto, feci un salto sul predellino afferrandomi con la mano sinistra ad un tubo a fianco della portiera.

Il tutto si svolse in una frazione di secondo.
Il camion si riavviò immediatamenta ad alta velocità e soldato tedesco che sedeva a fianco all’autista si alzò e, sghignazzando, fece per darmi un calcio in faccia.

Con la forza della disperazione, se fossi caduto dal camion mi sarei scempiato a quella velocità, riuscii ad armare l’ottutatore del mitra con la sola mano destra e a puntarglielo contro. Il calcio si fermò a mezz’aria e lo sghignazzo si trasformò in terrore. Per tutto il viaggio gli tenni in mitra pronto a sparare puntato contro e, arrivato alla mia destinazione scesi, sempre con il mitra puntato.”

Ottimi rapporti tra “camerati”, non c’è che dire.

“Il 25 aprile mi trovavo a Milano e, in caserma, il nostro Tenente ci disse che la guerra era ormai perduta e ci diede l’ordine di di ‘rompere le righe’.
Ma io non mi volevo rassegnare ad una fine così ingloriosa e, saputo che si stava radunanado un’autocolonna con l’idea di raggiungere la Valtellina per oganizzare un’ultima difesa tanto disperata quanto inutile mi recai in in Piazza Duomo.

C’erano decine di militari, alcune dozzine di camion ma la mia attenzione venne attratta da tre camion, tre di numero, che erano strattamente addossati a un muro ed erano circondati negli altri lati da cavalli di Frisia con filo spinato e protetti da tre mitragliagliatrici pesanti. Perché questi camion erano così ben difesi mentre tutti gli altri erano in giro per la Piazza? Che cosa c’era dentro? Io quei camion li ho visti con i miei occhi.

Mentre pensavo così incontrai il mio Tenente, che si infuriò malamente. ‘Tu sei troppo giovane per morire’ mi urlò contro prendendomi a sberle e congedandomi con due poderosi calci nel didietro, ‘vattene immediatamente e se ti vedo di nuovo avrai il resto.”
Il Tenente mori poco dopo nei fatti della ‘colonna Pavolini’.

A guerra finita riuscì a tornare a casa in maniera fortunosa.

Procuratosi degli abiti civili si mise in cammino, in parte a piedi e, quando gli andava bene, con qualche passaggio in uno dei rari camion che andavano verso il Sud, sino a quando si ritrovò verso l’imbrunire al passo della Cisa.

“Mi fermai in un casolare diroccato a fianco della strada” mi raccontò “ e mi attrezzai per ripararmi e passare la notte. Dopo le mie esperienze belliche , questo era il minore dei miei problemi.

Sulla strata passavano continuamente enormi cannoni americani a sei ruote trainati da camion altrettanto enormi in una colonno ininterrotta, di cui non conoscevo minimamente l’esistenza, ma ero stanchissimo e non tardai ad addormentarmi.”

La mattina, al risveglio, i cannoni e i camion continuavano a passare, ininterrottamente.

Fui colto da un terrore irrefrenabile, mai provato in tutte le pericolose situazioni durante la guerra: ‘Se tutti questi cannoni ci avessero sparato contro un colpo ciascuno, uno solo, saremmo stati polverizzati all’istante. Perché hanno impiegato così tanto tempo?”

Arrivò finalmente a Civitavecchia dove, ma guarda i casi della vita! incontro il suo Professore di Religione del Liceo, che coordinava gli imbarchi dei reduci che cercavano di rientrare in Sardegna. (Potenza del Vaticano, come al solito...)

Riabbracciati i genitori, dopo pochi mesi ebbe seri malesseri e la diagnosi medica fu devastante: “Spondilartrite anchilopoietica”, malattia della quale a tutt’oggi non esiste una cura definitiva.

Nella enorme sfortuna capitatagli, ebbe perlomeno il piccolo vantaggio di essere nato in una famiglia benestante per cui, nonostante dovesse vivere la sua esistenza tra un letto e una poltrona, non gli mancarono i mezzi per vivere.

Trascorreva la sua esistenza acquistando libri, giornali e riviste su argomenti di storia e politica, che spesso mi passava e su cui, bontà sua, discutevamo.

Ad esempio, possedeva, sin dal primo numero e sinché uscì, tutti i numeri di “O.P. Osservatore politico”, la rivista di Mino Pecorelli. “Leggi..” mi diceva “...questo non è linguaggio giornalistico, questo è il linguaggio dei “Servizi”: evidentemente qualcuino lì dentro ha l’interesse che certe cose saltino fuori...” 

Ma che c’entra tutto questo con il “Governo dei Generali”?

Nei primissimi anni '70 stavamo parlando del c.d. “Golpe Borghese”. Si mise a ridere e mi disse testualmente, con una delle sue divertendti “boutades”:

“…figurati se uno con la mia storia personale si spaventa per un ‘Governo di Generali’. Quello che mi terrorizza veramente, per quello che ho avuto modo di vedere nella mia vita, è un “Governo di Generali italiani.”

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, con Generali che formano partiti politici come se fossere A,S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche) mi trovo totalmente d’accordo con lui.

Nella foto, i cannoni visti dal mio Amico Francesco al Passo della Cisa. Fantascienza per noi, nel 1945. Foto Wiki.

venerdì 24 aprile 2026

Braccio di ferro...

 


 https://tg24.sky.it/mondo/2026/04/22/usa-lascia-segretario-marina-john-phelan-

Come già notato più volte in questo blog già dall'inizio della Presidenza Trump, i rapporti tra il Presidente e i Militari U.S.A. non sono idiliiaci.

Staremo a vedere... 

martedì 10 febbraio 2026

Il caso Epsterin…e la mela d’oro.



Non so cosa ci sia da stupirsi nel c.d. “caso Epstein”: qui ci troviamo nell’ambito di consuetudini non secolari, non millenarie, ma che affondano le loro radici nel mito.

Venere, desiderosa di affermare la propria supremazia su Giunone e Atena, che cosa promise a Paride?

Paride sapeva benissimo che la sua scelta avrebbe causato la distruzione della sua città e la sua sua stessa morte, ciononostante non ebbe il minimo dubbio e si conosce la scelta che fece.

E coa fece Cleopatra con Cesare per cercare di conquistare tutto il potere in Egitto? Lucrezia Borgia?

Per non parlare della Contessa di Castiglione: quale fu l’incarico di Costantino Nigra? Ehmmm… E Mata Hari?

E il c.d. “scandalo Profumo” che nell’Inghilterra degli anni ’60 fece cadere il governo McMillan? I britannici trovarono del tutto inopportuno che che il Ministro della Difesa e l’Addetto militare sovietico, in piena Guerra Fredda, condividessero il letto della medesima avvenente modella.

Se si vogliono ottenere risultati in certi campi, questo sistema risulta quello con la maggiore probabilità di riuscita: è incredibile come sia alto il numero di uomini che perdono completamente la testa di fronte a un bel visino e a quattro mione.

Durante l’Università ebbi come Docente un famoso luminare che in tutta la Facoltà era noto per avere “un certo riguardo” se lo Studente era una Studentessa: la interrogava sempre personalmente, faceva una domanda e, recatosi alla lavagna, si dava da solo la risposta se la Studentessa non era del tutto a conoscenza dell’argomento. Il voto sul libretto.consisteva in un ventisette minimo per passare al trenta in caso di una normale preparazione.

Ma, tra tutte le conoscenze che feci dopo, i meno resistenti agli effluvi di certi ferormoni femminili sono i “politici” e “militari”.

Per i “politici” ho avuto notizia che, al giorno d’oggi, addirittura a livello di Consigliere Comunale!, l’intervento di qualche graziosa ed abile “ragazza” sia riuscita a sbloccare qualche delibera di Consiglio politicamente un po’ “spinosa”.
Caso recentisimo è quello che ha causato le dimissioni di un Ministro che, ahilui, di aspetto piuttosto tristanzuolo, si è letteralmente liquefatto di fronte alle smancerie della “blonde” di turno.

Caso parallelo è quello di “politici” con“fidanzate costose”, vale a dire abituate ad entrare in negozi di “Firme” prestigiose e ad uscirne con bustoni contenenti tre o quattro borsette.

È a tutti noto il caso di un importante uomo politico, che destinato presumibilmente a diventare Primo Ministro, si rovinò la carriera per un appartamento in una prestigiosa località in cui la Fidanzata desiderava eleggere il proprio domicilio.

E per altri con “fidanzate costose” personalmente non mi sentirei di mettere la mano sul fuoco sulla loro resilienza a certe “lusinghe”.

Certamente lo stipendio di un parlamentere, per quanto lauto, non è quello del CEO di una grossa multinazionale e, oggi più che mai, quelle che una volta si chiamavano “Potenze straniere”, soprattutto se erette da Autocrati, temo non esitino a foraggiare ampiamente tutti coloro che hanno idee utili ad avvantaggiare la loro Nazione: già Erodoto parlava di “oro persiano”, figuriamoci oggi con la globalizzazione.

Ma, da quello che mi è capitato di osservare, i più sensibili annusatori di ferormoni femminili sono i “militari”.

Dal dio Marte che “sposò” Rea Silvia (così si esprimeva il mio Maestro di Terza elementare, con un risolino che solo dopo la pubertà capii), vergine vestale e quindi intoccabile anche da un dio, al colonnello Pallavicino per cui si sdilinquivano le nobildonne palermitane dopo l’Aspromonte e di cui si parla ne “Il Gattopardo”.

I militari infatti sono a sempre stati in prima fila nell’espugnare non solo fortezze e campi di battaglia ma anche cuori femminili.

“Di certo non potevo portasre le donne nell’alloggio di servizio…” mi disse una volta un Generale con il quale ebbi a che fare per lavoro, dal cognome famoso e ricco di famiglia “…per cui, quando dovevo cambiare sede affittavo una villetta un po’ fuori mano in maniera da godere della mia libertà…”

Mi raccontò anche altro, ma ovviamente non posso scendere nei dettagli così come non posso raccontare altri episodi.

“omissis..ma ti sembra il caso che il Generale Tal dei Tali (sposato e con figli) mi abbia invitato a cena?” mi confidò non molto tempo fa una ragazza che conosco bene. 

Ne conobbi infatti altri a cui la visione di una bella donna faceva esattamente lo stesso l’effetto che una giumenta in estro fa al trottatore Varenne: e, più alto il grado, maggiore l’effetto.

E se uno di questi venisse per caso nominato “Addetto militare” presso qualche Nazione straniera?

Uno di questi militari che conobbi venne appunto nominato in quella carica.

Sfrortunatamente per lui la Nazione era islamica e nota per la morigeratezza di certi costumi anche se, avendo vissuto in un altro Paese islamico, so che in quei posti tutto può succedere.

Ma se invece fosse capitato in una Nazione non precisamente amica e se, del tutto “casualmente”, nel corso di un ricevimento in una Ambasciata si fosse trovato a prendere una coppa di champagne al medesimo tavolo di una bellezza capace di non sfigurare al concorso di Miss Universo?

Quanta forza d’animo gli sarebbe occorsa per resistere?

In realtà Carte Epstein sembrano trasparire giochi ben più squallidi ma ben più grandi rispetto all’estorcere un segreto militare o cercare di non far passare qualche legge invisa ad una Nazione non proprio “amica”.

Che cosa hanno in comune Lady Diana Spencer, Mr. Andrea Mountbatten-Widsor, Lady Meghan Markle in Widsor a cui io aggiungerei lo “scandalo Profumo” e anche Mrs. Wallis Simpson?

Ah, saperlo…

Luca Giordano, Il giudizio di Paride, 1682,

Museo Hermitage, San Pietroburgo.

Dalla Rete 

mercoledì 4 febbraio 2026

Un Governo di Generali?

 

Il mio carissimo Amico Franceso P., nato il 26 dicembre 1926 e quindi molto più grande di me, nel 1942, ritenuto idoneo psicologicamente e fisicamente, venne ammesso al Collegio Aeronautico che allora si trovava a Forlì. Nell’estate del ’43 aveva appena inziziato a fare i primi voli con gli alianti, come allora si usava per gli allievi piloti, quando scoppò la bomba dell’Armistizio.
Che fare? Di rientrare a casa sua ovviamente neppure se ne parlava, qualsiasi comunicazione era inerrotta.

“Eravano tutti imbevuti di un certo tipo di retorica...” ebbe a dirmi una volta per cui, come molti altri, scelse di aderire alla R.S.I. e si arruolò nell G.N.R., dove fece tutto il resto del conflitto, avendo come suo commilitone l’on Pino Rauti, anche lui nato nel 1926 e quindi della stessa classe di Leva.

L’esperienza bellica , della quale mi raccontò solo pochissimi episodi e solo per sommi capi, fu terribile.

“Facemmo una marcia ininterrotta di quasi settandadue ore sotto una pioggia fittissima” ebbe a dirmi una volta ”e alla fine ci venne dato l’ordine di fermarci sulla sponda di un torrente. Ero così stremato che nonn ebbi neppure la forza per sdraiarmi: mi sedetti e mi addormentai di colpo abbracciato al mitra. Mi svegliai di soprassalto solo quando l’acqua del torrente, che si era gonfiato per la pioggia, iniziò a lambirmi il naso.”

A guerra finita riuscì a tornare a casa in maniera fortunosa ma, dopo pochi mesi, ebbe seri malesseri e la diagnosi medica fu devastante: “spondilartrite anchilopoietica”, malattia della quale a tutt’oggi non esiste una cura definitiva, forse scatenata dagli sforzi fatti.
Nella enorme sfortuna capitatagli, ebbe perlomeno il piccolo vantaggio di essere nato in una famiglia benestante per cui, nonostante dovesse vivere la sua esistenza tra un letto e una poltrona, non gli mancarono i mezzi per vivere.

Trascorreva la sua esistenza acquistando libri, giornali e riviste su argomenti di storia e politica, che spesso mi passava e su cui, bontà sua, discutevamo.

Ad esempio possedeva, sin dal primo numero e sinché uscì, tutti i numeri di “O.P. Osservatore politico”, la rivista di Mino Pecorelli. “Leggi..” mi diceva “...questo non è linguaggio giornalistico, questo è il linguaggio dei “Servizi”: evidentemente qualcuino lì dentro ha l’interesse che certe cose saltino fuori...”

Ma che c’entra tutto questo con il “Governo dei Generali”?

Nei primissimi anni '70 stavamo parlando del c.d. “Golpe Borghese”. Si mise a ridere e mi disse testualmente, con una delle sue divertendti “boutades”:

“…figurati se uno con la mia storia si spaventa per un “Governo di Generali”. Quello che mi terrorizza veramente, per quello che ho avuto modo di vedere nella mia vita, è un “Governo di Generali italiani.”

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, con Generali che formano partiti politici come se fossere A,S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche) mo trovo totalmente d’accordo con lui.