martedì 10 febbraio 2026

Il caso Epsterin…e la mela d’oro.



Non so cosa ci sia da stupirsi nel c.d. “caso Epstein”: qui ci troviamo nell’ambito di consuetudini non secolari, non millenarie, ma che affondano le loro radici nel mito.

Venere, desiderosa di affermare la propria supremazia su Giunone e Atena, che cosa promise a Paride?

Paride sapeva benissimo che la sua scelta avrebbe causato la distruzione della sua città e la sua sua stessa morte, ciononostante non ebbe il minimo dubbio e si conosce la scelta che fece.

E coa fece Cleopatra con Cesare per cercare di conquistare tutto il potere in Egitto? Lucrezia Borgia?

Per non parlare della Contessa di Castiglione: quale fu l’incarico di Costantino Nigra? Ehmmm… E Mata Hari?

E il c.d. “scandalo Profumo” che nell’Inghilterra degli anni ’60 fece cadere il governo McMillan? I britannici trovarono del tutto inopportuno che che il Ministro della Difesa e l’Addetto militare sovietico, in piena Guerra Fredda, condividessero il letto della medesima avvenente modella.

Se si vogliono ottenere risultati in certi campi, questo sistema risulta quello con la maggiore probabilità di riuscita: è incredibile come sia alto il numero di uomini che perdono completamente la testa di fronte a un bel visino e a quattro mione.

Durante l’Università ebbi come Docente un famoso luminare che in tutta la Facoltà era noto per avere “un certo riguardo” se lo Studente era una Studentessa: la interrogava sempre personalmente, faceva una domanda e, recatosi alla lavagna, si dava da solo la risposta se la Studentessa non era del tutto a conoscenza dell’argomento. Il voto sul libretto.consisteva in un ventisette minimo per passare al trenta in caso di una normale preparazione.

Ma, tra tutte le conoscenze che feci dopo, i meno resistenti agli effluvi di certi ferormoni femminili sono i “politici” e “militari”.

Per i “politici” ho avuto notizia che, al giorno d’oggi, addirittura a livello di Consigliere Comunale!, l’intervento di qualche graziosa ed abile “ragazza” sia riuscita a sbloccare qualche delibera di Consiglio politicamente un po’ “spinosa”.
Caso recentisimo è quello che ha causato le dimissioni di un Ministro che, ahilui, di aspetto piuttosto tristanzuolo, si è letteralmente liquefatto di fronte alle smancerie della “blonde” di turno.

Caso parallelo è quello di “politici” con“fidanzate costose”, vale a dire abituate ad entrare in negozi di “Firme” prestigiose e ad uscirne con bustoni contenenti tre o quattro borsette.

È a tutti noto il caso di un importante uomo politico, che destinato presumibilmente a diventare Primo Ministro, si rovinò la carriera per un appartamento in una prestigiosa località in cui la Fidanzata desiderava eleggere il proprio domicilio.

E per altri con “fidanzate costose” personalmente non mi sentirei di mettere la mano sul fuoco sulla loro resilienza a certe “lusinghe”.

Certamente lo stipendio di un parlamentere, per quanto lauto, non è quello del CEO di una grossa multinazionale e, oggi più che mai, quelle che una volta si chiamavano “Potenze straniere”, soprattutto se erette da Autocrati, temo non esitino a foraggiare ampiamente tutti coloro che hanno idee utili ad avvantaggiare la loro Nazione: già Erodoto parlava di “oro persiano”, figuriamoci oggi con la globalizzazione.

Ma, da quello che mi è capitato di osservare, i più sensibili annusatori di ferormoni femminili sono i “militari”.

Dal dio Marte che “sposò” Rea Silvia (così si esprimeva il mio Maestro di Terza elementare, con un risolino che solo dopo la pubertà capii), vergine vestale e quindi intoccabile anche da un dio, al colonnello Pallavicino per cui si sdilinquivano le nobildonne palermitane dopo l’Aspromonte e di cui si parla ne “Il Gattopardo”.

I militari infatti sono a sempre stati in prima fila nell’espugnare non solo fortezze e campi di battaglia ma anche cuori femminili.

“Di certo non potevo portasre le donne nell’alloggio di servizio…” mi disse una volta un Generale con il quale ebbi a che fare per lavoro, dal cognome famoso e ricco di famiglia “…per cui, quando dovevo cambiare sede affittavo una villetta un po’ fuori mano in maniera da godere della mia libertà…”

Mi raccontò anche altro, ma ovviamente non posso scendere nei dettagli così come non posso raccontare altri episodi.

“omissis..ma ti sembra il caso che il Generale Tal dei Tali (sposato e con figli) mi abbia invitato a cena?” mi confidò non molto tempo fa una ragazza che conosco bene. 

Ne conobbi infatti altri a cui la visione di una bella donna faceva esattamente lo stesso l’effetto che una giumenta in estro fa al trottatore Varenne: e, più alto il grado, maggiore l’effetto.

E se uno di questi venisse per caso nominato “Addetto militare” presso qualche Nazione straniera?

Uno di questi militari che conobbi venne appunto nominato in quella carica.

Sfrortunatamente per lui la Nazione era islamica e nota per la morigeratezza di certi costumi anche se, avendo vissuto in un altro Paese islamico, so che in quei posti tutto può succedere.

Ma se invece fosse capitato in una Nazione non precisamente amica e se, del tutto “casualmente”, nel corso di un ricevimento in una Ambasciata si fosse trovato a prendere una coppa di champagne al medesimo tavolo di una bellezza capace di non sfigurare al concorso di Miss Universo?

Quanta forza d’animo gli sarebbe occorsa per resistere?

In realtà Carte Epstein sembrano trasparire giochi ben più squallidi ma ben più grandi rispetto all’estorcere un segreto militare o cercare di non far passare qualche legge invisa ad una Nazione non proprio “amica”.

Che cosa hanno in comune Lady Diana Spencer, Mr. Andrea Mountbatten-Widsor, Lady Meghan Markle in Widsor a cui io aggiungerei lo “scandalo Profumo” e anche Mrs. Wallis Simpson?

Ah, saperlo…

Luca Giordano, Il giudizio di Paride, 1682,

Museo Hermitage, San Pietroburgo.

Dalla Rete 

mercoledì 4 febbraio 2026

Un Governo di Generali?

 

Il mio carissimo Amico Franceso P., nato il 26 dicembre 1926 e quindi molto più grande di me, nel 1942, ritenuto idoneo psicologicamente e fisicamente, venne ammesso al Collegio Aeronautico che allora si trovava a Forlì. Nell’estate del ’43 aveva appena inziziato a fare i primi voli con gli alianti, come allora si usava per gli allievi piloti, quando scoppò la bomba dell’Armistizio.
Che fare? Di rientrare a casa sua ovviamente neppure se ne parlava, qualsiasi comunicazione era inerrotta.

“Eravano tutti imbevuti di un certo tipo di retorica...” ebbe a dirmi una volta per cui, come molti altri, scelse di aderire alla R.S.I. e si arruolò nell G.N.R., dove fece tutto il resto del conflitto, avendo come suo commilitone l’on Pino Rauti, anche lui nato nel 1926 e quindi della stessa classe di Leva.

L’esperienza bellica , della quale mi raccontò solo pochissimi episodi e solo per sommi capi, fu terribile.

“Facemmo una marcia ininterrotta di quasi settandadue ore sotto una pioggia fittissima” ebbe a dirmi una volta ”e alla fine ci venne dato l’ordine di fermarci sulla sponda di un torrente. Ero così stremato che nonn ebbi neppure la forza per sdraiarmi: mi sedetti e mi addormentai di colpo abbracciato al mitra. Mi svegliai di soprassalto solo quando l’acqua del torrente, che si era gonfiato per la pioggia, iniziò a lambirmi il naso.”

A guerra finita riuscì a tornare a casa in maniera fortunosa ma, dopo pochi mesi, ebbe seri malesseri e la diagnosi medica fu devastante: “spondilartrite anchilopoietica”, malattia della quale a tutt’oggi non esiste una cura definitiva, forse scatenata dagli sforzi fatti.
Nella enorme sfortuna capitatagli, ebbe perlomeno il piccolo vantaggio di essere nato in una famiglia benestante per cui, nonostante dovesse vivere la sua esistenza tra un letto e una poltrona, non gli mancarono i mezzi per vivere.

Trascorreva la sua esistenza acquistando libri, giornali e riviste su argomenti di storia e politica, che spesso mi passava e su cui, bontà sua, discutevamo.

Ad esempio possedeva, sin dal primo numero e sinché uscì, tutti i numeri di “O.P. Osservatore politico”, la rivista di Mino Pecorelli. “Leggi..” mi diceva “...questo non è linguaggio giornalistico, questo è il linguaggio dei “Servizi”: evidentemente qualcuino lì dentro ha l’interesse che certe cose saltino fuori...”

Ma che c’entra tutto questo con il “Governo dei Generali”?

Nei primissimi anni '70 stavamo parlando del c.d. “Golpe Borghese”. Si mise a ridere e mi disse testualmente, con una delle sue divertendti “boutades”:

“…figurati se uno con la mia storia si spaventa per un “Governo di Generali”. Quello che mi terrorizza veramente, per quello che ho avuto modo di vedere nella mia vita, è un “Governo di Generali italiani.”

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, con Generali che formano partiti politici come se fossere A,S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche) mo trovo totalmente d’accordo con lui.

giovedì 29 gennaio 2026

Culture moderne



I mattoncini Lego sono stati accusati di omofobia dallo Science Museum di Londra attraverso un'audioguida dedicata alle "storie di comunità, esperienze e identità queer", perché hanno pensato che mattoncini Lego possano rafforzare l'idea che l'eterosessualità binaria sia la norma.

La teoria parte dal presuttosto che la parte superiore del mattone con i perni sporgenti sarebbe maschile, mentre la parte inferiore con i fori per ricevere i perni sarebbe femminile.

 E allora con la filettatura? La filettatura, dove una vite si accoppia con un dado, potrebbe suscitare perversi pensieri di “penetrazione patriarcale”, anche se questa volta è la vite (femminile) che penetra dentro il dado (mascile). Come la mettiamo?

E poi la filettatura è classista perché una vite M12 non si accoppierà mai con un dado M8 ed è razzista perché una filettatura ISO non si accoppierà mai con una filettatura Whithwoth.

 Aboliamo i mattoncini Lego e filettature.

Immagine tratta dalla Rete