mercoledì 14 gennaio 2026

Elegia americana, II

 


"Uno dei sei migliori libri per aiutare a comprendere la vittoria di Trump"
The New York Times

Come al solito, la traduzione del titolo in italiano è fuorviante: "hillbilly" è un termine spregiativo.

 Per quanto io non sia di certo schierato cn le posizioni del NYT non posso che convenirne ma aggiungerei che questo è un libro fondamentale non solo per capire la vittoria, ma soprattutto l'America di Trump, una Nazione dove i conflitti sociali, già gravissimi, si sono estremamente acuiti con la globalizzazione. Potrebbero quindi essere utili alcune considerazioni che prescindono dalla capacità di questo libro di mostrare una faccia degli Stati Uniti che in Europa si conosce poco (notevole) e dai suoi valori letterari (pochi..).


Un esempio per tutti: in Europa si pensa che negli Stati Uniti il welfare non esista.
Non è così: un americano su sette oggi mangia in larga parte con i buoni elargiti dal Governo Federale
(1) e da qui il risentimento di coloro che pensano "...se hai i soldi per droga, sigarette e tatuaggi non hai bisogno del nostro welfare" e che si ritrovano nel monimento MAGA.

Per motivare i suoi soldati, Napoleone Bonaparte affermava che ciascuno di loro portava nello zaino il bastone di Maresciallo: come il Maresciallo Ney, figlio di un bottaio, il quale, peraltro, fu l’unico: allo stesso modo nelle Scuole primarie statunitensi si fa invece credere a qualsiasi bambino che potrà diventare un giorno il Presidente degli Stati Uniti.
Gli attuali Protagonisti principali della Politica americana ed alcuni dei loro predecessori fanno capire come questo assunto sia veritiero e il Vice-Presidente attuale ha scritto un libro dove questo fatto viene ampiamente dimostrato.

Il Vice-Presidente nasce in Ohio, una delle zone centrali di quella che viene ciamata la “Rust belt”, la “cintura della ruggione”, devastate economicamente e socialmente dalla de-industrializzazione dovuta ad una "globalizzazione avvenuta troppo in fretta". (2)

Ebbe un’infanzia che definire “difficile” è forse riduttivo: abbandonato dal padre da bambino, madre tossico-dipendente con una sarabanda di mariti e fidanzati, non sempre corretti e comprensivi, venne sostanzialmente tirato su dai nonni materni, che ancora conservavano una parvenza di quei valori che, in passato, fecero grandi gli Stati Uniti.

Il cognome Vance venne appunto adottato, dopo quelli di Bowman (nome del padre) e di Hammel (nome del patrigno) proprio in riconoscenza per l’aiuto datogli dai nonni negli anni giovanili. Con enormi difficoltà riuscì a diplomarsi alla Middletown High School nel 2003, una scuola superiore pubblica nella sua città natale.
Soffermiamoci un attimo su questo.

Le scuole “pubbliche” statunitensi sono, a meno di prova contraria, praticamente dei ghetti che vengono frequentati da quei ragazi che, poveracci, non possono permettersi un costoso Liceo privato: quelle scuole di cui ogni tanto sentiamo parlere perché trasformate in un poligono di tiro. Nonostante gli aumenti salariali, un recente sondaggio ha rivelato che la professione di insegnante risulta essere una delle meno ambite tra gli statunitensi con una istruzione superione.

E non si creda che anche nei costosissimi Licei statunitensi privati la qualità dell’istruzione inmpartita sia quella dei nostri Licei (o perlomeno, nei Licei italiani pre-Gelmini: oggi... lasciamo perdere): una mia Cognata, che fece due anni di High School appunto nel Midwest, non lontano da Des Moines, Iowa ebbe a dirmi: “Si faceva un po’ di tutto, le solite materie del tipo Inglese o Matematica, ma c’era un’ampia scelta: chi voleva cantare frequentava corsi di canto, c’era chi faceva corsi di falegnameria... ma niente di veramente specifico: era un qualcosa che da noi si potrebbe chiamare “infarinatura”, fatta un po’ per capire cosa uno voleva veramente fare nella vita...”
“Non ho mai studiato così poco come quando ho fattu un anno con l’Erasmus”,
mi disse il Figlio di un Amico, peraltro eccellente studente qui in Italia. Figuriamoci.

Quanta Soria e Geografia si fanno in questi licei americani? Lo studio della Storia, più o meno, si limita alla conoscenza a memoria dei nomi dei Presidenti statunitensi ( studiare la storia della formazione degli Stati Uniti d’America e della guerra Civile è considerato oggi argomento troppo “divisivo”) mentre lo studio della Geografia si limita più o meno allo studio dei nomi dei nomi degli Stati dell’Unione.

Veniamo all’assunto: considerato che la cultura generale e le capacità critiche vengono a formarsi principalmnete nella Suola superiore, quali conoscenze ha l’attuale Vice-Presidente degli Stati Uniti non solo per per poter parlare ma per poter decidere su fatti che coinvolgono la vita di miliardi di persone? Se si parla del “Patto Ribbentrop-Molotov” siamo sicuri che conosca chi era Ribbentrop, chi era Molotov e cosa il “Patto Ribbentrop-Molotov” comportò? Se si parla "dell'"enclave di Kaliningrad" siamo sicuri che sappia dov'é e come si chiamava Kaliningrad prima di chiamarsi Kaliningrad?
Spererei di si, ma tutte le “esternazioni” da quando ha assunto la carica di Vice-Presidente mi fanno purtroppo temere il contrario.

Fortunatamente per lui, se si può considerare fortunato un ragazzo povero che per uscire dalla sua situazine ha bisogno di entrare nell Forze Armate del suo Paese, il Corpo dei Marines gli diede una possibilità di riscatto. La sua carriera nei Marines non fu per niente eroica, niente M-16 in mano, in quanto fu destinato al “Servizio Stampa”, dove mostrò capacità perlomeno discutibili.

"Il demonio sta nei dettagli" ha affermato qualcuno.

Da Vice-Presidente, nel marzo del 20225 venne avvistato nella Base militare dei Marines di Quantico, in Virginia, dove indossò nella Sala Mensa un fiammante berretto da baseball rosso, il che provocò la riprovazione di moltissimi veterani.
“La priima cosa che ci viene insegnata nel Corpo dei Marines” scrissero sdegnati “è che nella Sala Mensa si sta rigorosamente a capo scoperto. Ma è sicuro che abbia fatto il servizio militare nei Marines?”

Comunque, dato che le FF.AA. statunitensi sono sempre in affanno nel reclutamento del personale, ai “veterani” le costosissime Università statunitensi offrono generose possibilità di iscrizione per cui l’attuale Vice-Presidente, secondo Wikipedia (secondo Wikipedia, preciso...) poté conseguire non una ma ben due Lauree, una presso l'Università statale dell'Ohio con un Bachelor of Arts in scienze politiche e filosofia, l’altra presso la Law School di Yale, dove nel 2013 ha ottenuto una specializzazione (Juris Doctor degree) in giurisprudenza.

Ma proprio in questi giorni però ha fatto capolino, dopo esser rimasto tramortito per qualche tempo dopo la sconfitta subita dalla sua protetta Kamala Harris, un personaggio ben noto, il grande burattinaio della politica del Partito Democratico dagli anni ‘200 ad oggi: Barack Obama, a mio parere il più cinico dei Presidenti degli S.U. , dopo F.D. Roosevelt.
La lotta politica negli S.U., come in qualsiasi Nazione democratica, si svolge senza i guantoni da boxe e recentemente, in occasione di una Convention per una raccolta di fondi per le elezioni mid-term di novembre, Obama pare abbia ripreso la parole, se le informazioni che possiedo sono esatte, a propositi della carriera accademica del Vice-Presidente.
Evidentemente uno che è stato Presidente degli Stati Uniti per due mandati ha accesso a molte informazioni.
"Come mai il Vice-Presidente è entrato all'Università grazie alle quote destinate alle 'minoranze svantaggiate', sistema che oggi osteggia così pervicacemente?" pare abbia esordito Obama, che ha poi proseguito in maniera estremamente tagliente a proposito di Corsi non frequentati, voto di Laurea minimo e così via.
Se quanto ha detto Obama fosse vero, le mie impressioni potrebbero essere fondate.
 

Se a ciò si aggiunge il fatto chel'attuale Presidente pare abbia affermato di non essere riuscito a leggere la Costituzione americana perché scritta nell'inglese del XVIII° secolo, l'attuale accoppiata Presidenziale potrebbe essere considerata, a mio modestissimo e personalissimo parere, la peggiore Classe politica comparsa dopo Caligola.
Ma chissà se entrambi sanno chi era Caligola: ne dubito assai.

La carriera politica del Vice-Presidente attuale senbra sembra ora avviata su un binario tortuoso, così perlomeno direbbero i sondaggi: persino Fox New, una emittente di certo non ostile, non lesina le sue perplessità.

Non si creda che io scriva queste righe con piacere, tutt’altro: se si dimostra incapace un esponente che sostiene una parte politica le cui idee io non condivido la cosa può essermi indifferente, o addirittura posso considerarla, politicamente parlando naturalmente, persino positiva; ma se si dimostra incapace qualcuno che, perlomeno in parte, sembrerebbe professare le idee che io, più o meno totalmente, condivido (stop all'immigrazione incontrollata, etica della meritocrazia e del lavoro, conservazioni di valori sostanzialmente tradizionali nella Società e nella Scuola etc.) la cosa mi scoccia, e non poco.

Senbrava che con l’elezione di Trump certe ideologie estremiste potessero finalmente essere messe da parte e che un “sano buon senso” potesse avere di nuovo il sopravvento nella Società: un eventuale “empeachment” di Trump, a questo punto tutt’altro che improbabile (i Tiggì nostrani non danno notizia precisa di quanto circola negli S.U.), non farebbe altro che condurci di nuovo verso l’inferno del "Politically correct", del “Cancel culture”, del “Woke” e compagnia cantante, cosa che decreterebbe la fine della Società occidentale come noi oggi la conosciamo.

Ma, fortunatamente forse, le minacce di Trump di abbandonare l'Europa al suo destino hanno avuto l’effetto opposto: sembra che l’Europa stia seriamente considerarndo di rivedere i rapporti con gli S.U. Considerando che molti dei nostri mali di oggi ci sono stati inoculati proprio da questi ultimi, benissimo starne il più possibile alla larga.

1 - Federico Rampini, America, Feltrinelli, 2022.
2 - L'economista Prof. Carlo Cottarelli in un'intervista al TG4. 

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